Le fiere della Canapa: non-luoghi o spazi di partecipazione attiva?

Le fiere della Canapa: non-luoghi o spazi di partecipazione attiva?

Canapa in Mostra arriva quest’anno alla sua quinta edizione e per questo motivo vogliamo dedicare qualche momento di riflessione sul fenomeno delle fiere della canapa.

Le fiere sono un uno strumento che l’uomo utilizza per espandere il commercio fin dal Medioevo. La recente apertura dei governi rispetto alla cannabis ha favorito la nascita di eventi in tutto il mondo, contribuendo a far crescere il settore. Vediamo insieme l’impatto che questo fenomeno ha sulla società di oggi.
Durante questo quinquennio Canapa in Mostra è cresciuta, si è trasformata, specialmente in seguito ai cambi di legge in materia di canapa[1]. Anche se al giorno d’oggi vi è un gruppo di politici  restii a legittimare quello che è un fenomeno nazionale e mondiale, mantenendo marginali le innumerevoli potenzialità che questa pianta può offrire, a livello sociale la Green economy è esplosa e a quanto pare sembra difficile tornare indietro.  A livello europeo è dal 2012 che le politiche favorevoli riguardo la cannabis hanno generato la nascita di fiere ed eventi del settore sparsi in tutta Europa. Ci sono le fiere storiche come la High Times di Amsterdam e la Spannabis di Barcellona, alle quali si sono aggiunte altri Expo in ogni paese d’Europa. In alcuni stati, come l'Italia e la Spagna,  sarà per una questione geografica (l’italia è un paese “lungo”) o per diversità culturale dei suoi abitanti che gli appuntamenti durante l’anno sono molteplici e sparsi nel territorio nazionale.

Cosa sono le fiere e a che servono?
Una fiera è un evento sociale, economico e culturale, che si svolge con cadenza periodica (di solito annuale) in una località e che ha come obiettivo la promozione della cultura e la stimolazione commerciale.
Le prime fiere di settore nascono tra l’anno 1000 e il 1300 d.C.
Siamo in pieno Medioevo: il feudalesimo è diffuso per tutta Europa e favorisce una crescita del commercio tra le principali città.
Iniziano così le fiere nella regione di Champagne in Francia, dove costituivano un ciclo annuale durante il quale si celebravano fiere anche  in altre città sempre nell’Ovest della Francia(Troyes, Provins, Bar-sur-Aube y Lagny-sur-Marne)[2]. Da qui partivano poi le rotte commerciali per le fiorenti città del Nord Italia (Firenze, Genova, Milano e Venezia) e per le Fiandre. Si creava così il circuito commerciale del Centro Europa, attivo fino ad oggi.
La fiera era, in pratica, una confluenza ben organizzata di numerosi mercanti in una località cui posizione geografica aveva certamente qualche vantaggio. Inizia proprio in questo periodo il Capitalismo commerciale: il clima feudale permise la libera circolazione delle merci e delle persone. La stabilità e lo sviluppo di un appuntamento annuale fu la base della crescita nella regione di Champagne e di tutto il Centro-Nord dell’ Europa. Le fiere diventano così uno strumento principale di espansione dei commerci e delle relazioni commerciali, fino ai nostri giorni.
 
 
 
 
 
Le fiere di settore nell’epoca della surmodernità

In quest’epoca di solitudine digitale sembra assurdo pensare che siano rimasti dei momenti di aggregazione reale tra le persone. Secondo Marc Auge siamo nell’era della surmodernità, caratterizza da eccessi di tutti i tipi.
Eccesso di spazio perché le distanze si riducono.
Eccesso di tempo poiché tutto accade velocemente senza avere il tempo per rielaborare l’avvenimento.
Eccesso di ego da parte della collettività.
Basti pensare  che siamo nell’era di Instagram dove al centro di tutto sta l’individuo e la sua voglia di distinguersi dal resto.
Un non luogo[3] è caratterizzato proprio da questi tre tipi di eccessi.  Ultimamente  le fiere  di settore, tra cui quelle dedicate alla cannabis, sembrano  essere diventate dei nonluoghi per eccellenza.
 
 
La partecipazione attiva ed i suoi benefici
 

La nascita di molteplici eventi legati alla canapa è un dato positivo. In primo luogo perché significa che il tema cannabis si sta diffondendo a livello culturale. Secondo perché la realizzazione di  tante fiere è un dato evidente per comprendere il volume degli investimenti nel settore della canapa,  in netta crescita in tutta Europa
 
In media la  maggior parte delle persone preferisce avere un buon evento vicino casa.
Ma è per non assistere a breve  la fine di questo fenomeno iniziato molti secoli fa  che si dovrebbe partecipare attivamente ad una fiera  creando così  un momento di networking reale tra le persone.
Innanzitutto il motivo più ovvio per partecipare ad una fiera di settore  è perchè si è sicuri di trovare il tipo di persona, contatto o prodotto che si sta cercando.  Infatti una fiera mette in contatto partners commerciali, investitori e potenziali clienti. Inoltre è utile perché permette di capire  i trends di un determinato settore.
Per un brand è un momento durante il quale si costruisce la relazione con il cliente e fa aumentare la credibilità del marchio. Diventa così uno strumento commerciale e di marketing di importanza fondamentale.
Bisogna ricordarsi che ogni città che ospita una fiera trae benefici economici e culturali dall’evento e con essa la sua comunità. Infatti durante i giorni dello show  un meltin  pot di persone, professionali, influencers, coltivatori, giornalisti,i turisti della cannabis[4], commercianti e tutti le parti interessate “invadono” la città. Questo fervore fieristico sviluppa così tutta l’economia  dell’area interessata dall’evento e le sue zone limitrofe. Il progetto “Canapa in Mostra” mira proprio allo sviluppo del settore della canapa industriale e terapeutica in Campania e nel resto d’Italia favorendo la promozione della cultura e della tradizione della canapa e la diffusione delle sue potenzialità e utilizzi  in tutti i settori.
A fine Ottobre ci sarà la prossima edizione di Canapa in Mostra. Quest’anno avremo nuovi espositori, un programma ricco di workshop, conferenze e momenti di incontro tra professionisti del settore. L’unica cosa che non cambia mai è il nostro obiettivo cioè quello di creare un momento di interconnessione positiva e produttiva. Canapa in Mostra vuole essere uno spazio accogliente dove le esperienze personali entrano in contatto tra di loro creando rete.  Perché è proprio  dall’incontro tra le individualità  che nascono i legami sociali e comunitari.  Buona estate a tutti e ci Vediamo ad Ottobre. Vi  aspettiamo numerosi alla Mostra d’Oltremare. A presto!

 

 
[1] Per avere un’idea completa dell’evoluzione di Canapa in Mostra e degli effetti del cambio di legge sulla nostra societò basta guardare la gallery su www.canapainmostra.com , dove sono archiviate le foto ufficilai di tutte le edizioni.
[2] Jacques Le Goff, , La città medievale,  Giunti Editore, Firenze, 2011,  pag.40
[3] Marc Augè, Nonluoghi: Introduzione a una antropologia della surmodernità, Elèuthera, Milano,  1993, pag. 52
 
[4] Rachel F. Giraudo, Jennifer Curtis, Cultivating Knowledge about Cannabis Legalization, Anthropology News n.57, AAA, Marzo 2016, pag. 12-13
 

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